Inventare storie non è semplice quando tutto, intorno, grida per essere ascoltato, raccontato; non si sa bene perché questo o quel qualcosa scelga di esprimersi proprio attraverso una voce, una penna, un veicolo che sembra così debole e così poco adatto. Non è velleità da cronista, non è presunzione da giornalista. E' una voce e come tale si esprime, tra mille altre, con i suoi limiti e le sue increspature; accetta il contrasto come gioisce dell'essere accolta e compresa, condivisa.
I nostri giorni, così pieni di tutto, richiedono l'esercizio del silenzio e del distacco per garantire all'anima di spurgare le scintille negative che, strisciando silenziose, si impadroniscono degli spazi piccoli e nascosti del cuore. Mille cose da fare, problemi da affrontare, ansie, preoccupazioni e l'incuria degli affetti è la conseguenza fulminea e inattesa. Come polvere, che si addensa e compatta fino a formare un grumo consistente e lanoso, così tutto quanto ci colpisce si condensa nella gola e la blocca, serrando la strada al respiro. E' strano come oggi occorra curarsi per vivere in pace con sé stessi e col mondo, per ritrovare una dimensione personale di equilibrio e chiarezza. La domanda che mi faccio più spesso è "Perché?". Mi rispondo, puntualmente, che le risposte sarebbero tantissime e, nell'elencarle a mente, il circolo dell'apprensione rinvigorisce. Quel che è certo è che la costrizione ad ascoltare, conoscere, vedere notizie che si preferirebbe non sapere, alimenta il senso di disorientamento e disordine che si avverte e che i più coraggiosi provano a combattere. Non so se la violenza che subiamo quotidianamente senza consapevolezza e con rassegnazione sia più frutto di uno spirito sadico di qualcuno che non possiamo vedere o di un corso gratuito di imbarbarimento, imposto per fiaccare l'intelligenza e la vitalità dei pensieri. Da settimane, ormai, non leggo frasi gentili, non vedo strette di mano amichevoli tra sconosciuti, conversazioni pacate, confronti aspri ma non assassini. Vedo odio, rancore, maleducazione, razzismo. Assisto a un continuo insistere di atteggiamenti di rivalsa, mal concepiti e male indirizzati; si giudica, si giudica continuamente, a prescindere: si giudica il colore dei pantaloni del vicino di banco come l'orientamento sessuale di sconosciuti con inetta volgarità. Questo è quello che stiamo diventando: un branco di animali affamati da un'alimentazione povera e appena sufficiente. E, ancora una volta, "Perché?" Perché una madre dovrebbe imprigionare una figlia fragile in un mare di spazzatura per otto interminabili anni, lasciandole il rancio sulla porta, come neanche con i cani si sente in cuore di dover fare? Perché una madre si vergogna della disabilità di sua figlia? Perché si deve essere insultati, sempre, nell'esercizio meraviglioso della libertà di espressione? Perché?
Io scrivevo racconti. Oggi non riesco a fare altro che guardare la realtà da vicino, come un bambino guarda il pesce rosso nella sua ampolla senza testa; la studio, la analizzo, la scompongo in mille pezzi e mi convinco che affrontarla è l'unico modo per vincere. L'altra strada è soccomberle.
Ci sono diversi modi di guardare alla realtà: lo si può fare con rassegnazione, con pessimismo, con distacco, con cinismo, con dolore, con ottimismo.
Ci si dimentica a volte e, forse, troppo spesso, di quanta forza disponga l'animo umano, quanto sia in grado di sopportare carichi ben più pesanti di quelli consentiti ai muscoli. Forse è questo che si dovrebbe pensare quando lo scenario intorno appare coperto da quell'enorme velo grigio che imbruttisce e confonde.
Non è tutto uguale e non è tutto nero, se tu vuoi che non lo sia.
Per questo la realtà è più bella della Fantasia.
Ci si dimentica a volte e, forse, troppo spesso, di quanta forza disponga l'animo umano, quanto sia in grado di sopportare carichi ben più pesanti di quelli consentiti ai muscoli. Forse è questo che si dovrebbe pensare quando lo scenario intorno appare coperto da quell'enorme velo grigio che imbruttisce e confonde.
Non è tutto uguale e non è tutto nero, se tu vuoi che non lo sia.
Per questo la realtà è più bella della Fantasia.
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